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Cassette postali condominiali: quali regole?

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Cassette postali condominiali è questa l’espressione più comunemente utilizzata per indicare il casellario postale condominiale. Che ci si riferisca a questi oggetti con un’espressione o con l’altra bisogna essere a conoscenza delle norme che regolamentano il loro posizionamento e utilizzo. 

Questo articolo si pone l’intento, dunque, di contrastare ogni errore in materia.

Le disposizioni di legge per i proprietari delle cassette postali condominiali 

La prima domanda alla quale vogliamo rispondere è: “Dove vanno posizionate le cosidette buche delle lettere?”. Iniziamo con l’affermare che ogni domicilio deve possedere la sua personale cassetta delle lettere. Questa infatti, è necessaria affinché il proprietario dell’abitazione riceva le proprie comunicazioni. 

In materia sono intervenute diverse normative che hanno provveduto a disciplinarne il posizionamento, la struttura e i materiali delle cassette postali condominiali. Primo di questi fu il decreto del 9 aprile 2001 con cui il Ministero delle Comunicazioni ha provveduto ad approvare le condizioni generali del servizio postale. Successivamente è stato approvato il decreto del 1 ottobre 2002 del Ministero dello sviluppo economico che ripropone il contenuto del primo. Infine a conferma della delibera è intervenuta l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni con un decreto del 20 giugno 2013.

cassette postali condominiali

Cassette domiciliari e cassette condominiali

Per quanto riguarda le “cassette domiciliari” si afferma che il recapito degli invii semplici è effettuato in apposite cassette accessibili al portalettere installate dal destinatario a proprie spese.   La forma e le dimensioni della cassetta e l’apertura devono risultare tali da consentire di introdurvi gli invii senza difficoltà. Queste sono le chiare disposizioni per quanto riguarda le cassette postali domiciliari, quando però si parla di quelle condominiali sorgono i problemi. 

Le cassette postali condominiali devono allo stesso tempo essere accessibili per tutti i condòmini e rispettare la normativa vigente. Il provvedimento, a questo proposito, chiarisce che: “Negli edifici plurifamiliari, nei complessi formati da più edifici e negli edifici abitati a sede d’impresa, le cassette devono essere raggruppate in un unico punto di accesso”. La stessa normativa stabilisce in via generale che le cassette devono essere collocate al limite della proprietà, sulla pubblica via o comunque in luogo liberamente accessibile, salvo accordi differenti con l’ufficio postale. In sostanza il postino deve essere in grado di accedere alle cassette senza essere costretto a bussare o accedere alla proprietà privata per adempiere ai suoi compiti. La soluzione dunque è quella di collocare le cassette postali all’esterno del palazzo. Un’ulteriore prescrizione prevede l’obbligo di indicazione del nome del proprietario della cassetta. 

Per quanto riguarda le spese per l’installazione delle cassette postali verranno ripartite in parti uguali per le singole unità. Per quanto riguarda invece la riparazione di una cassetta dovrà provvederne il proprietario.

Le disposizioni per i costruttori delle cassette postali

La normativa  europea UNI EN 13724, completa quelle nazionali, stabilendo degli standard da seguire per la produzione delle cassette postali. Gli standard si riferiscono a dimensioni, resistenza, sicurezza contro l’effrazione e la salvaguardia della privacy. Per quanto riguarda le dimensioni, la cassetta deve essere in grado di contenere sia una busta A4, sia delle riviste. Devono anche possedere degli strumenti antiprelievo. Infine ogni cassetta non dovrà possiede nessuno spigolo vivo per evitare eventuali dolorosi incidenti.

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